Marco Menardi

217 Flips | 4 Magazines | 8 Likes | 3 Following | 16 Followers | @marcomenardi311 | Keep up with Marco Menardi on Flipboard, a place to see the stories, photos, and updates that matter to you. Flipboard creates a personalized magazine full of everything, from world news to life’s great moments. Download Flipboard for free and search for “Marco Menardi”

On dépasse les autos

La dieta del gruppo sanguigno B del dottor Mozzi

Gruppo sanguigno B: cosa mangiare e quali cibi evitare per stare bene, vivere a lungo e in salute<p>La <b>dieta del gruppo sanguigno B del dottor Mozzi</b> non …

K

A casa nostra

Svelato il mistero del crollo delle civiltà. Grazie al polline

<b>Cosa successe 3.200 anni fa sulle rive orientali del Mediterraneo?</b><p>"In pochissimo tempo, l'intero mondo dell'Età del Bronzo crollò", racconta Israel …

Pragser Wildsee, South Tyrol, Italy

Averau

Skiurlaub Italien - Winterurlaub - günstige Skireisen - Skipass

Trentino<p>Westlich der Etsch und von der Brennerautobahn aus gut zu erreichen, liegen die Brenta- und Presanella-Gruppe. Dazu gehört der mondäne Ort …

Cortina d'Ampezzo sunrise

Santa Magdalena

Dolomite Sunrise

GNOCCO FRITTO (Emilia Romagna) ORIGINI STORICHE Nonostante la ricetta sia unica, lo gnocco fritto ha assunto, in Emilia Romagna, nomi diversi a seconda delle varie zone: nella provincia di Bologna viene chiamato “crescentina”, in quella di Parma “torta fritta”, a Reggio Emilia e Modena “gnocco fritto”. Le origini risalgono alla tradizione gastronomica dei Longobardi, confermata dall'uso dello strutto Ingredienti INGREDIENTI (x4-6) 500 gr di farina, 40 gr di strutto, 40 gr di lievito di birra, un pizzico di bicarbonato, latte, sale PREPARAZIONE Impastare il tutto con latte tiepido e far lievitare per circa un’ora coperto a temperatura ambiente. L’impasto va poi spianato fino a raggiungere uno spessore di mezzo centimetro circa. Tagliato in rombi (o in rettangoli), friggere nello strutto. Servire caldo con salumi e formaggio. VINO: Malvasia dei Colli Piacentini frizzante, o il Pignoletto dei Colli Bolognesi frizzante. Da non trascurare - a seconda dei salumi e dei formaggi abbinati - un buon Sangiovese di romagna.

London and the U.K. From Above

Photographer Jason Hawkes has been making fascinating aerial images since 1991. With a gyro-stabilized camera, he takes photos directly from the open door of a helicopter. Hawkes has covered subjects around the world, but specializes in aerial shots of the United Kingdom. Once more, he's been kind …

The Murmurations of Starlings

When starlings flock together, wheeling and darting through the sky in tight, fluid formations, we call it a murmuration. These murmurations can range from small groups of a few hundred starlings in a small ball, to undulating seas of millions of birds, blocking out the sun. I thought today would …

Oggi un primo per tutte le stagioni e dall'origine incerta. SPAGHETTI ALLA CARBONARA (Lazio) ORIGINI: L'origine del piatto è combattuta: qualcuno la attribuisce ai carbonari umbri che avrebbero fatto conoscere questo piatto ai romani nel 1800, altri invece sostengono che l'inventore sia Ippolito Cavalcanti, nobile napoletano che pubblicò questa ricetta in un suo libro, altri ancora che la “Carbonara” prenda il nome dall'abbondante spolveratura di pepe nero che l'accompagna oppure, e purtroppo sembra l'ipotesi più accreditata, nasca immediatamente dopo la seconda guerra mondiale dalla carenza di alimenti che condusse alla necessità di condire gli spaghetti con le scorte di “uova e pancetta” dell'esercito americano di stanza a Roma. INGREDIENTI (X 6): 500 gr di spaghetti, 120 gr di guanciale (o pancetta), uno spicchio d’aglio, 2 uova, 100 gr di formaggio Parmigiano misto a pecorino grattugiato, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. PREPARAZIONE: Tagliare il guanciale a listarelle alte ½ centimetro. Mettere il guanciale in una padella con l’olio di oliva, l’aglio schiacciato e farlo rosolare al punto giusto. Togliere l’aglio e la padella dal fuoco. In una terrina battere le uova con un pizzico di sale e il formaggio pecorino grattugiato. Portare a bollore abbondante acqua salata in una pentola capace, calare gli spaghetti e cuocerli al dente. Scolarli e versarli nella padella dove c’è il guanciale. Unire il composto di uova battute e formaggio pecorino grattugiato, mescolando bene gli ingredienti. Spolverare con il pepe nero macinato di fresco e servire.

Ovvìa, oggi si mangia leggero e toscano! PANZANELLA ORIGINI STORICHE: Piatto povero di derivazione contadina, che veniva consumato nei campi da chi, per lavoro, restava fuori casa tutto il giorno. L’origine del nome è incerta; si crede che derivi dall'usanza dei contadini di bagnare il pane secco e raffermo e di unirlo alle verdure reperibili nell'orto, mischiando il tutto in un'insalatiera. Quindi “pane” e “zanella”, che significa piatto fondo, zuppiera. Chiamata anche pan mollo, viene preparata in molte varianti. INGREDIENTI (X4) 400 gr di pane casalingo raffermo, 2 pomodori maturi, 2 cipolle rosse, un cetriolo (facoltativo), un ciuffetto di basilico, olio extravergine d’oliva, aceto di vino, sale e pepe. PREPARAZIONE: Tagliare il pane a fette e inzupparlo per qualche minuto in acqua fredda. Quando sarà ben impregnato, prenderlo un poco alla volta e strizzarlo bene facendo forza con le mani. Quindi strusciarlo in modo tale da formare col pane tante piccole briciole asciutte. Metterle in una insalatiera, aggiungere tutte le verdure a fettine e le foglioline di basilico; condire solo con olio, sale e pepe e mettere in fresco. Al momento di servire aggiungere una spruzzata di aceto di vino. VINO: L'aceto rende sempre complicato l'abbinamento. Direi che ci potrebbe stare bene l'Ansonica Costa dell'Argentario (vitigno autoctono del Grossetano).

Ed ecco un piatto - magari non gradito a tutti - ma che ha garantito proteine animali gratuite per lungo tempo nelle umide campagne padane... RANE FRITTE (Lombardia) ORIGINI STORICHE: Piatto povero, di origine contadina, ora invece molto apprezzato e ricercato. Il piatto, catalogato nella cucina lombarda, appartiene però a tutta la tradizione della Val Padana. Oggi la cattura è vietata da marzo a maggio (i mesi della riproduzione). INGREDIENTI (X4): 1 Kg di rane, farina bianca, olio extravergine di oliva, sale. PREPARAZIONE: Spellare le rane private della testa, pulirle e lavarle in acqua fredda corrente. Asciugarle e infarinarle. Portare l’olio ad alta temperatura e quindi friggere tutte le rane insieme, sinché saranno croccanti. Lasciarle a scolare su carta paglia o assorbente da cucina. Salarle a piacimento e servirle calde in tavola, accompagnate da fettine di polenta appena cucinata. Un’interessante variante è rappresentata dalle “rane in camicia” (rann in camisa). VINO: Bianco dell'Oltrepò Pavese o Franciacorta brut.

Oggi un grande classico dell'estate... PARMIGIANA DI MELANZANE ORIGINI STORICHE: Ricetta presente in molte regioni italiane, la parmigiana rappresenta certamente un piatto fondamentale in Campania, Sicilia ed Emilia Romagna. Sulle origini del nome vi sono diverse ipotesi: secondo alcuni il termine deriverebbe dalla parola siciliana “parmiciana” con cui sono chiamate le liste di legno che compongono una finestra persiana, forma richiamata dalla disposizione a strati sovrapposti delle fette di melanzana fritte. Altri sostengono che la parola indichi il cucinare alla maniera dei Parmigiani, cioè le verdure a strati. In molti libri di gastronomia infine, stampati tra il 1600 ed il 1800, la locuzione “alla parmigiana” era adoperata per indicare la presenza del tipico formaggio nelle ricette. Più attendibile risulta invece l'origine del piatto risalente alla tradizione araba e greca. INGREDIENTI (X4) 1 kg di melanzane, 1 kg di salsa di pomodoro, 250 gr di mozzarella, 150 gr di formaggio Parmigiano grattugiato, olio extravergine d’oliva, cipolla, olio extravergine d'oliva per friggere, basilico, sale. PREPARAZIONE: In una casseruola con l’olio, imbiondire la cipolla affettata, aggiungere la salsa di pomodoro, il sale e far restringere la salsa a fuoco bassissimo. Aggiungere qualche foglia di basilico a fine cottura. Tagliare a fette le melanzane (preferibili quelle lunghe) dopo aver loro tolto il capo, la coda, il dorso e la pancia, e averle lasciate sotto sale perché perdano la loro acqua di vegetazione. Friggerle quindi poche per volta in abbondante olio bollente. Velare il fondo di una teglia con un mestolo di salsa di pomodoro, sistemarvi sopra a strati le melanzane fritte e ben scolate, cospargendo ogni strato con salsa, dadini di mozzarella, foglie di basilico e Parmigiano grattugiato. Terminare con pomodoro e Parmigiano. Mettere in forno caldo (200°) sinché la superficie non sarà croccante. Per scolare bene le melanzane dall’olio di frittura, occorre lasciarle, dopo fritte, adagiate per un’oretta in un colapasta. Si può anche evitare la frittura arrostendo le melanzane sulla piastra o adottare un procedimento misto: metà melanzane fritte e metà arrostite, diminuendo così il grasso, ma conservando il sapore della tradizionale parmigiana napoletana. Servire tiepido. VINO: Fiano di Avellino o Greco di Tufo.

Colpo di tacco dello stivale e aprite bene le oricchiette... Razza di cime di rapa! Ecco uno dei grandi piatti della cucina pugliese. ORECCHIETTE CON LE CIME DI RAPA (Puglia) ORIGINI STORICHE: Le orecchiette alle cime di rapa, chiamate anche “recchitelle” o “strascinati”, sono uno dei piatti tipici più rappresentativi della Puglia, in particolar modo della provincia di Bari. L’origine del piatto non è certa. Alcuni sostengono che le orecchiette siano state portate in Puglia da mercanti provenzali, e che successivamente si siano poi trasformate nel primo piatto sovrano della gastronomia locale, altri attribuiscono la loro nascita alla cultura ebraica, altri ancora sostengono che la forma delle orecchiette s’ispiri a quella dei tetti dei trulli. INGREDIENTI (X4) 450 gr di orecchiette fatte in casa, 1,5 kg di cime di rape, quattro filetti di acciuga salata, due spicchi d’aglio, peperoncino, sale, olio extravergine d'oliva. PREPARAZIONE: Mondare le rape utilizzando solo le cimette tenere e lavarle in acqua fredda accuratamente. Mettere sul fuoco una pentola con 5 litri di acqua; al bollore aggiungere le rape e, dopo qualche minuto, le orecchiette e scolarle molto al dente. Nel frattempo, scaldare in una padella l’olio con l’aglio, rosolare insieme al peperoncino e quindi aggiungere le acciughe (diliscate, tagliate a pezzetti e schiacciate per farne una pasta) e le orecchiette; amalgamare bene e servire subito. Condire, occorrendo, con altro olio d’oliva extravergine. Variante: Mettere prima a cuocere le orecchiette e poi le cime di rape. Infatti se la verdura è tenera, c’è il pericolo che si spappoli prima che le orecchiette siano cotte. PRODOTTI TIPICI "Olio Collina di Brindisi DOP Olio Dauno DOP Olio Terra d' Otranto DOP Olio Terra di Bari DOP Olio Terre Tarentine DOP" VINO: Brindisi rosato