Giovanni Ianniello

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Cupola di S. Gaudenzio | Alessandro Antonelli L'elemento architettonico più significativo della basilica di S. Gaudenzio, a Novara, è la sua maestosa cupola, alta 121 metri, progettata dall'architetto-ingegnere Alessandro Antonelli, assurta a simbolo della città e segno distintivo del suo panorama, osservabile da tutte le arterie stradali che conducono in città. Nella prima metà del 1800, col denaro ricavato dalla tassa sulla carne (ogni volta che un abitante della città acquistava un chilo di carne doveva pagare una tassa aggiuntiva), il Comune di Novara accumulò una somma che decise di investire nella costruzione di una cupola sulla preesistente basilica di San Gaudenzio ed affidò l'incaricò all'architetto novarese. Il primo progetto della cupola venne presentato alla municipalità nel 1841. Tre anni dopo iniziarono i lavori ma nel 1855 l’Antonelli, in seguito a ritardi causati dalle guerre d'indipendenza, presentò un secondo progetto che innalzava l’altezza della cupola di un ordine mediante l’inserimento di una corona di pilastri, recuperando così la fruibilità visiva del monumento. Nel 1860 presentò un ulteriore progetto, che elevava ancora l’edificio, ad un’amministrazione sempre più preoccupata per le crescenti spese e diffidente nei confronti dell’architetto. Ma la costanza dell’Antonelli ebbe la meglio e due anni dopo la costruzione della cupola giunse al termine. Mancava solo la guglia che fu costruita tra il 1876 e il 1878. Alla sommità, il 16 maggio dello stesso anno, fu posta una statua del Cristo Salvatore (e non di San Gaudenzio come si potrebbe ritenere) realizzata in bronzo ricoperto di lamine d’oro e alta quasi 5 metri, opera di Pietro Zucchi. Contando anche la statua l'altezza dell'edificio raggiunge i 126 metri. La statua originale del Salvatore Attualmente la statua che si trova in cima alla cupola è una moderna copia in vetroresina, mentre quella originale, danneggiata dal tempo, si trova all’interno della basilica, nel transetto sinistro. La prima volta della cupola è decorata internamente da un motivo floreale in rilievo, mentre la volta della sezione superiore appare bianca. Nelle intenzioni dell'architetto questa sarebbe dovuta essere decorata con una serie di affreschi visibili dal basso della chiesa, ma il progetto non fu mai realizzato. Per la costruzione della cupola l’Antonelli decise di utilizzare solo materiali della zona, per legarla più intimamente al suo luogo di appartenenza; la struttura è infatti interamente in mattoni e calce, senza impiego di ferro, e pertanto rappresenta uno degli edifici in muratura più alti del mondo. Tale primato, che fu per lungo tempo della Mole Antonelliana di Torino, passò alla Philadelphia City Hall quando, nel 1953, la guglia di 47 metri della Mole crollò e fu ricostruita con un rinforzo in travi di acciaio. Il peso complessivo della cupola supera le 5.500 tonnellate e alla sua ultimazione, la chiesa, che 200 anni prima non era stata progettata per reggere un simile peso, cominciò a dare segni di un cedimento strutturale (già ravvisabile durante le prime fasi della costruzione). A partire dal 1881 l’Antonelli si dedicò al consolidamento dei quattro piloni della basilica portanti la cupola e all’ampliamento delle fondazioni. Il progetto dell’architetto si rivelò valido e la sua opera, dopo oltre 125 anni, è ancora saldamente al suo posto. I lavori ebbero termine agli inizi del 1887, giusto per l’occasione della festa del santo patrono (22 gennaio). Il timore del crollo è però uno spauracchio familiare ai novaresi e nel corso degli anni si sono succeduti più volte dei falsi allarmi. Come citato da una targa affissa all'interno della Basilica, l'edificio restò chiuso per quasi 10 anni, tra il 1937 e il 1947, proprio a causa di tali preoccupazioni. Ma la genialità di Alessandro Antonelli fu proprio quella di aver progettato il suo edificio scomponendolo in una serie di tanti cerchi concentrici che si innalzano verso il cielo, sempre più piccoli, scaricando man mano il peso sulla struttura portante. In caso di cedimento strutturale la cupola collasserebbe su sé stessa e non sugli edifici circostanti. Una serie di sofisticati sistemi d'allarme, in anni recenti, sono stati installati all'interno della costruzione per monitorare eventuali pericoli di cedimenti, crepe od oscillazioni, similmente a quanto accade per la celebre Torre di Pisa. Benché meno nota e celebrata della Mole Antonelliana, la Cupola di San Gaudenzio rappresenta un esempio architettonico particolarmente ardito, in quanto costruita interamente in mattone portante ed innestata magistralmente su un edificio preesistente. (Wikipedia)

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