daniele carpinelli

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PATATE AL FORNO SFIZIOSE: già il nome fa venire voglia di mangiarle! E quella crosticinaaaaaaaaaa! Zenzero e Limone #patate http://blog.giallozafferano.it/paola67/patate-forno-sfiziose/

Grecia, partita aperta Il 2015 sarà un anno di ele­zioni pro­met­tenti: la Gre­cia il 25 gen­naio, la Spa­gna il 20 dicem­bre. Sono in molti a pre­ve­dere nel con­te­sto elle­nico una vit­to­ria di Tsi­pras, age­vo­lata da una legge elet­to­rale piut­to­sto incline al mag­gio­ri­ta­rio. Punto assai più pro­ble­ma­tico è se rie­sca ad otte­nere nel Par­la­mento una mag­gio­ranza asso­luta; in caso con­tra­rio è pre­ve­di­bile una fase di nego­zia­zioni com­pro­mis­so­rie e di un annac­qua­mento del pro­gramma anti-Troika. In ogni caso la pro­ba­bile vit­to­ria della sini­stra di Syriza (fuori gioco l’esausto e con­ni­vente Pasok) sta riat­ti­vando il dibat­tito su debito sovrano e euro. Va ricor­dato che la “cura da cavallo” tar­gata Troika (Bce, Fondo mone­ta­rio e Com­mis­sione Ue) ha con­se­guito il super­la­tivo risul­tato di far pas­sare la gre­cia da un rap­porto debito/pil dal 129,7% ad uno stra­bi­liante 174,9%, spin­gendo il governo di lar­ghe intese a tagliare ogni spesa sociale e tar­tas­sare i cit­ta­dini senza pietà – peg­gio­rando ogni indi­ca­tore pos­si­bile, dal tasso di denu­tri­zione alla mor­ta­lità infantile. Forti di que­sto suc­ces­sone gli euro­crati guar­dano con osti­lità il pro­filo radi­cale di Syriza, accen­dendo ceri per un’avanzata del centro-destra. Hanno ragione? Va pre­messo che dal pro­gramma del 2012 la dif­fe­renza balza all’occhio. Alcuni ele­menti come l’audit sul debito, tassa sui red­diti più ric­chi al 75%, proi­bire i deri­vati più nocivi, nazio­na­liz­za­zione di ban­che e set­tori stra­te­gici (e di tutto il sistema sani­ta­rio pri­vato!), usare edi­fici della chiesa e dello Stato per i sen­za­tetto nel Pro­gramma di Salo­nicco (enun­ciato dal lea­der greco a set­tem­bre 2014) non ci sono più. C’è la pro­spet­tiva di aprire una nego­zia­zione per una ridu­zione del debito in una ambito mul­ti­la­te­rale, oltre ad una serie di misure per rico­struire la società elle­nica e for­nire una base mini­male di ser­vizi agli impo­ve­riti. In una recente inter­vi­sta Tsi­pras ha detto che la prio­rità non è il socia­li­smo ma la fine dell’austerità. Sem­bra la chiave di let­tura di tale svolta: anzi­ché attac­care il sistema a fondo, pun­tare a rial­zare le classi subor­di­nate dalla mise­ria e dal biso­gno. Di qui la lista di bene­fici pro­messi: dall’elettricità gra­tis per i poveri, alla rico­stru­zione del wel­fare, con la fine di una esosa tas­sa­zione per lavoro e fami­glie. Il punto cri­tico è che tutto ciò costa: Syriza lo quan­ti­fica sugli 11,3 miliardi. Cor­retto o meno, le somme sono tali da dover met­tere neces­sa­ria­mente in discus­sione il debito sovrano, il cui peso altri­menti schiac­ce­rebbe ogni vel­leità di spesa sociale. Di qui i timori per la tenuta dell’euro. Quanto fon­dati? Rispetto al 2012 il con­te­sto è cam­biato. Tanto dai dati della Banca dei Rego­la­menti inter­na­zio­nali quanto da un’analisi di J.P. Mor­gan risulta che le ban­che fran­cesi e tede­sche hanno una espo­si­zione assai limi­tata. La corsa a libe­rarsi dei titoli greci dal 2010 ha qual­cosa di spet­ta­co­lare. Il che signi­fica che un pos­si­bile ripu­dio uni­la­te­rale del debito non sarebbe così pre­oc­cu­pante come 2–3 anni fa. Il governo greco avrebbe molto meno spa­zio di contrattazione. A quel punto, in assenza di un accordo che riduca sostan­zial­mente il debito, la Gre­cia non potrebbe attuare le misure a favore della popo­la­zione se non uscendo dal pro­gamma del Memo­ran­dum dell’austerità, col blocco dei finan­zia­menti della Troika (i cui soldi fino ad oggi ero­gati sono ser­viti a finan­ziare il debito, le ban­che gre­che, il fondo salva stati Esm… come mostra un’analisi su Macro­po­lis ); in tal modo è arduo capire come potrebbe rima­nere nell’euro, e anche se non foriera del ter­rore dei ban­chieri come due anni fa, l’uscita della Gre­cia dall’eurozona deter­mi­ne­rebbe con­se­guenze non tra­scu­ra­bili. La par­tita è ancora aperta. Fonte: il manifesto| Autore: Matteo Bortolon da CONTROLACRISI http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2015/1/17/43604-grecia-partita-aperta/