Betty Maurutto

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Patti Smith's 50 favorite books – reflections on a lifetime of reading: https://www.brainpickings.org/2015/11/02/patti-smith-favorite-books-m-train/

Marilyn Monroe’s Unpublished Poems: The Complex Private Person Behind the Public Persona

Did you ever begin <i>Ulysses</i>? Did you ever finish it? <b>Marilyn Monroe</b> (June 1, 1926–August 5, 1962) did both. She took great pains to be photographed reading or holding a book — insistence born not out of vain affectation but of a genuine love of literature. Her personal library contained four hundred …

Charles M. Schulz, Civil Rights, and the Previously Unseen Art of Peanuts

“My husband and I keep pertinent Peanuts cartoons on desks and bulletin boards as guards against pomposity.”<p>For half a century, <b>Charles M. Schulz</b> (November 26, 1922–February 12, 2000) made an art of difficult emotions while delighting the world with his enormously influential <i>Peanuts</i>. The 17,897 …

Literature

T. S. Eliot’s Iconic Vintage Verses About Cats, Illustrated and Signed by Edward Gorey

Until the wonderful <i>Lost Cat: A True Story of Love, Desperation, and GPS Technology</i> came out, the great Edward Gorey had the corner on feline art with his timeless illustrations for the 1982 edition of <b>Old Possum’s Book of Practical Cats</b> (<i>public library</i>) by T. S. Eliot, a documented cat-lover, who …

Fictitious Dishes: Elegant and Imaginative Photographs of Meals from Famous Literature

Food and literature have a long and arduous relationship, from the <i>Artists’ and Writers’ Cookbook</i> to Jane Austen reimagined in recipes to Alice B. Toklas’s literary memoir disguised as a cookbook to those delicious dishes inspired by <i>Alice in Wonderland</i>. But nowhere does that relationship come alive …

Ursula K. Le Guin on the Sacredness of Public Libraries

“Knowledge sets us free, art sets us free. A great library is freedom.”<p><i>“If librarians were honest,”</i> Joseph Mills wrote in his delightful poem celebrating libraries, <i>“they would say, No one spends time here without being changed…”</i> For Thoreau, books themselves were also changed and fertilized by …

Literature

Wabi Sabi: An Unusual Children’s Book Based on the Japanese Philosophy of Finding Beauty in Imperfection and Impermanence

<i>Wabi sabi</i> is a beautiful Japanese concept that has no direct translation in English. Both an aesthetic and a worldview, it connotes a way of living that finds beauty in imperfection and accepts the natural cycle of growth and decay. <b>Wabi Sabi</b> is also the title of a fantastic 2008 picture-book by <b>Mark</b> …

The Best Illustrations from 150 Years of Alice in Wonderland

On July 4, 1862, English mathematician and logician Charles Dodgson boarded a small boat with a few friends. Among them was a little girl named Alice Liddell. To entertain her and her sisters as they floated down the river between Oxford and Godstow, Dodgson fancied a whimsical story, which he’d …

"Per ogni lingua che si estingue, scompare un'immagine dell'uomo"

Sull’insulto

Di una conferenza che dovevo fare a Camogli “la Repubblica” ha pubblicato un estratto (dicendo che non si trattava del testo completo); ma il mondo è …

Qual è il genere dei nomi delle squadre di calcio? La #Crusca risponde! http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/genere-nomi-squadre-calcio [Figurine FIDASS, Concorso Mondo che ride → http://bit.ly/1VQOExO]

L'irresistibile odore dei libri appena comprati che ogni volta ci conquista! Se solo avessimo più tempo per leggerli tutti...

#LepaledellaCrusca La pala di Benedetto Buommattei (accademico dal 17 marzo 1627), ha motto "Che la dolcezza ancor dentro mi suona" (Dante, Purgatorio, II) e raffigura lo strumento con cui venivano fatte le cialde. La pala documenta una strumento già largamente in uso nella pratica culinaria dei secoli XVI e XVII; si vedano le forme raffigurate nell'Opera di B. Scappi (Venezia 1570). Il manoscritto C dà una spiegazione della pala più precisa: la forma da cialde è raffigurata in atto di lavorare, come indicano il fuoco e il motto suggerisce il lieve rumore della pasta che sfrigola, in base al quale l'impresa acquista il suo significato. La pala fu presentata il 4 aprile 1641, con la seguente "diceria": «Del nome, Signori, non c'è dubbio ch'io lo porto meco, perché io non servo d'altro che di ripieno, come le cialde in tempo di nozze. Questa voce ripieno, come sapete, contiene in sé un equivoco molto acconcio a queste materie; perché egli sta talora per aggiuntivo e vale: non voto, occupato dal contenuto. Talora si piglia per sustantivo, e sta per cosa che solo serve a far numero. ma noi, qui, pigliandola nel primo significato, lasciam collo scherzo dell'equivoco, che altri nel secondo possa intendere. Il corpo, che si dice pittura dell'impresa, mi sono figurato un pezzo di quelle forme, che altro non servono in tutto l'anno, che a far le cialde; cibo, come s'è detto, che si mette sulle tavole per un ripieno. Queste appariscono sopra il fuoco dove, se non fossero piene, non si porrebbero. La cialda, mentre si cuoce, suol mandare fuori un certo romore, come d'un minutissimo fil di vena. Dal qual romore, piglio occasion d'applicargli un motto, cavato dal 2 del Purgat., ed è questo: Che la dolcezza ancor dentro mi suona; e il concetto è tale: Per le forme, intendo me stesso, per la cialda l'Accademia, per lo fuoco le operazioni accademiche, e l'applicazione va così: Io, simile alle forme, son per natura freddissimo e altrettanto duro, e di poca limatura contento; né a veruno esercizio sarò mai buono, s'io non son ripieno di quella pasta che mantiene il mondo. Che allora, essendo sopra il fuoco posto, al calor dei vostri dottissimi insegnamenti mi riscalderò, di maniera ch'io mi renderò forse abile a produrre e perfezionar qualche parto, onde gli intelletti nobili e spiritosi possan cibarsiMnon per nutrimento o sazietà, ma per un passatempo, per uno scherzo, per un frammesso, perché si trova talor alcuno, come disse il Toscan Iuvenale "Che aver sempre d'un cibo par gli annoi". E sì come le forme imprimono nella cialda alcuni caratteri, che l'adornano tanto o quanto, chi sa ch'io non sia buono una volta a ornar anch'io l'Accademia, se non con opere scientifiche profonde e speculative, almeno con semplici linee di basso componimento. E questa speranza mi rallegra tanto, ch'io non posso non darne segni e non palesare "Che la dolcezza ancora dentro mi suona"» (cfr. Carte card. Leopoldo, Classe I, 5). Il 24 maggio del 1641, «si mandò a partito la cialda del Ripieno segretario e fu approvata con tutte fave nere». http://www.accademiadellacrusca.it/it/laccademia/pale/ripieno

Sabatini: la conoscenza della lingua è lo strumento più importante per una persona

“La lingua non è un cavo telefonico. La lingua prima e le altre” : questo il tema magistralmente svolto dal linguista e filologo Francesco Sabatini, …