Ludovico Dellavecchia

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Rosetta, perché il Tg4 è ancora al Medioevo - Wired

Devo confessare che quando mi hanno segnalato questo <b>servizio</b>, per qualche minuto ho pensato (sperato?) che si trattasse di uno <b>scherzo</b>. Invece è tutto …

Fermi e infelici, forse abbiamo avuto troppo

Secondo il rapporto 'Prosperity index 2014' l'Italia è al 37° posto perdendo cinque posizioni rispetto all'anno precedente. Ma l'indice più …

hPerche’ non si può credere ad una sola parola scritta sullo “Stato Islamico” William Blum - Non si può credere neppure ad una sola parola di quelle che gli Stati Uniti o i suoi media dominanti raccontano circa l’attuale conflitto che coinvolge lo Stato Islamico (ISIS) in M.O. Non si può credere neanche ad una parola di quelle che la Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar, il Kuwait, la Giordania, o gli Emirati Arabi Uniti dicono circa l’ISIS. Si può affermare con sicurezza da quale parte il conflitto sia realmente finanziato, armato o predisposto da alcuno di questi paesi del Medio Oriente, se di fatto si tratti di una sola parte? Perchè questi paesi permettono ai loro giovani fanatici di unirsi ai terroristi islamici? Perchè la Turchia, membro della NATO, ha permesso che tanti estremisti islamici transitassero dal suo territorio per entrare in Siria? La Turchia è più preoccupata di eliminare lo Stato Islamico o piuttosto i curdi assediati dall’ISIS? Questi paesi e le potenze occidentali sono più preoccupate di eliminare l’ISIS o piuttosto di rovesciare il governo siriano di Bashar al-Assad? Non si può credere all’esistenza dei così detti “ribelli siriani moderati”. Neppure si può credere che siano moderati. In realtà questi fantomatici “ribelli moderati” sono coinvolti in tutti gli aspetti del conflitto e tutti questi aspetti sono mescolati con loro. L’Iran, gli Hezbollah e la Siria si sono dedicati a combattere contro l’ISIS ed i suoi precursori nel corso di questi anni ma gli USA rifiutano di formare una alleanza con qualcuna di queste entità. Washington neppure impone sanzioni a qualche paese per il fatto che appoggi l’ISIS come lo ha fatto rapidamente nel caso della Russia per il suo supposto ruolo nella crisi Ucraina. Il fondamento di questo terribile macello di orrori politici e religiosi che comprende il Medio Oriente fu creato – secondo coscienza- dagli Stati Uniti nel corso degli ultimi 35 anni (1979-2014) con il rovesciamento dei governi secolari dell’Afghanistan, dell’Iraq, della libia e del tentativo di farlo in Siria. (Non ci dovremmo dimenticare in questo marasma, nello stesso periodo, degli interminabili bombardamenti fatti dagli USA sul Pakistan, sulla Somalia e sullo Yemen). Non si possono distruggere società moderne, relativamente sviluppate ed educate, disgregando il tessuto sociale e politico, economico e legale, torturando migliaia di persone ed uccidendone a milioni e sperare che la civilizzazione e la decenza umana sopravvivano. Particolarmente cruciale in questo contesto fu la decisione del comando USA in Iraq di gettare per la strada circa 400.000 iracheni con addestramento militare, incluso tutto il corpo di ufficiali, ridotti senza lavoro a ritornare alle loro case ( dopo la fine della Guerra del Golfo). Umiliati ed amareggiati, alcuni di questi uomini si sono poi uniti ai diversi gruppi di resistenza che operavano contro l’occupazione militare statunitense. Si può dire con sicurezza che la maggior parte dei veicoli blindati, delle armi, delle munizioni e degli esplosivi che causano la morte ogni minuto in Medio Oriente, portano il marchio “made in USA”. Tutti i media di Washington, tutti uomini di Washington non possono tornare a comporre il dissesto di questo mondo. Il mondo riconosce adesso questi posti come “Stati falliti”. Nel frattempo, gli USA bombardano giornalmente la Siria, alle apparenze perchè gli USA si trovano in guerra con lo Stato Islamico dell’ISIS, tuttavia risulta che nello stesso tempo stanno bombardando intenzionalmente anche le raffinerie ,danneggiando seriamente la capacità petrolifera del paese (un terzo del bilancio del Governo Siriano), le capacità militari del Governo, le sue infrastrutture, incluso i silos di grano, con l’effetto di mietere innumerevoli vittime innocenti (danni collaterali), distruggendo pregevoli siti archeologici (la Siria vanta 2.500 anni di civiltà). Questo ha l’effetto di rendere altamente improbabile che sia possibile il recupero della Siria diretta da Assad o da qualsiasi altra persona. Si può ritenere ,al di fuori di ogni dubbio ,che Washington sta cercando il modo di devastare anche l’Iran sotto la copertura di voler combattere lo Stato Islamico. Non si può dire nulla di buono di questa tremenda situazione. Tutte le opzioni sono orribili. Tutti coloro che partecipano, da tutte le parti, sono molto sospetti, se non criminalmente dementi. Potrebbe essere la fine del mondo. Davanti a cui io dico ….Alla meglio ce ne libereremo. Grande tentativo…ma alla fine ce ne libereremo.L’..Ebola….il cambio climatico…la reazione nucleare…..L’Impero…? Chi ci distruggerà per primo? Vi auguro una buon futuro. Questa situazione è realmente molto peggiore e più temibile oggi che non la decade degli anni 50, quelli della mia formazione, di cui mi sento quasi nostalgico con ogni nuovo orrore a cui assistiamo. (……). Dopo aver visto vari video in internet delle scene più ripugnanti, in particolare contro le donne, penso quanto segue: Date loro il vostro paese; tutti coloro che sono in quel luogo adesso che vogliono fuggire, siano aiutati a farlo; tutti quelli che provengono da ogni parte del mondo e che vogliono andare lì, siano aiutati per arrivarci. Una volta che sono laggiù, tutti potranno fare quello che vogliono, ma non potranno andarsene senza passare attraverso un rigoroso interrogatorio alla frontiera di un paese limitrofo per accertare se hanno recuperato il loro senso di umanità. Tuttavia penso che, visto che molte poche saranno le donne che, presumibilmente, andranno in quel luogo, il paese non potrà durare molto. William Blum è autore di ” Killing Hope: U.S. Military and CIA Interventions Since World War II”, “Rogue State: a guide to the World’s Only Super Power “. Il suo ultimo libro è: “America’s Deadliest Export: Democracy”. Fonte: Counterpunch Traduzione: Luciano Lago ttp://www.controinformazione.info/perche-non-si-puo-credere-ad-una-sola-parola-scritta-sullo-stato-islamico/

Care donne scusate, è anche colpa vostra

Le donne hanno fatto un altro passo avanti sulla strada della parità. Prima morivano sette anni dopo gli uomini, adesso questo scarto si è dimezzato: …

Questo Bel Paese alluvionato dai soliti ignoti: noi

Genova. Parma. Grosseto. Trieste. L’Italia cade in pezzi. Ogni autunno, ma ormai anche in altre stagioni, ci sono alluvioni del tipo di quelle cui …

Un mondo diverso: quello che non ci avete lasciato Stavo guardando su Facebook una lunga serie di fotografie risalenti agli anni ‘60 e ‘70. Le lotte, le manifestazioni, scontri con la polizia, gli striscioni, i colori visibili anche in bianco e nero, gli slogan, rabbia, molta rabbia, anche molta voglia di stare insieme, di condividere gli spazi, i sogni, il destino. Sì, bello, affascinante e tutto quanto. Poi però i nostalgici di anni mai vissuti – accusati di essere rimasti ad allora solo perché di quegli anni invidiano la partecipazione, la radicalità, il realismo dell’utopia – pensano subito all’oggi, al deserto di oggi. Ogni volta mi viene da pensare che quelle piazze stracolme e così rebeldi erano fatte di gente in carne e ossa; altro non sono che i nostri genitori, o nonni. E mi domando, sempre, cosa ci avete lasciato? Perché ci avete tirato su così ferocemente calcolatori, disinteressati, pavidi? Noi, che siamo i figli di quella generazione, siamo probabilmente – anzi no: ne sono sicuro – la gioventù o post gioventù più conformista e innocua che #Sessantotto l’Italia da inizio ‘900 in poi abbia conosciuto. Ed è vero che il crollo delle ideologie, il consumismo, la televisione, il web eccetera, ok. È vero però che qualcuno dovrà pur averci educato, e forse non lo ha fatto bene, o forse quella ribellione di allora non era così sincera, o forse nel frattempo chi combattevate vi ha blandito e infine comprato. Fosse solo una questione economica, poi. I soldi dopotutto non ci sono mai mancati, anche adesso che il lavoro scarseggia, perché c’eravate e ci siete voi. Quel che non ci avete insegnato è invece il poter credere che esista un’altra possibilità oltre all’adesione ad un sistema che ci è stato raccontato così, come se fosse dio, come se fosse legge di natura. Perché dovevamo essere performanti, noi. Pragmatici come lo siete diventati voi. Meno coraggio, meglio un sei politico esistenziale. Meno utopia, più piccola bottega. E comunque tranquilli, perché la cosa più bella che ci avete regalato è una: l’incoscienza. Il progresso è finito da un pezzo, le cose vanno oggettivamente peggio e noi non ce ne stiamo nemmeno accorgendo. (Matteo Pucciarelli, “Quel che non ci avete lasciato”, da “Micromega” del 13 aprile 2014). http://www.libreidee.org/2014/05/un-mondo-diverso-quello-che-non-ci-avete-lasciato/ #generazioni #contestazione